Napoli Pizza Village 2015, la pioggia non ferma l’evento

Nonostante l’ improvviso scroscio d’ acqua che ha sorpreso il villaggio che fa da scenario ad un brand di successo come la Pizza, l’ affluenza di pubblico non è mancata nella serata del 4 settembre sul Lungomare Caracciolo e le migliorate condizioni meteorologiche hanno permesso al pubblico di assistere, con un lievissimo ritardo rispetto alla tabella di marcia, allo spettacolo di Maurizio Casagrande “E la musica mi gira intorno”.

Maurizio Casagrande con "...e la musica mi gira intorno" al Napoli Pizza Village 2015. Foto per gentile concessione di Fiorella Passante.
Maurizio Casagrande con “…e la musica mi gira intorno” al Napoli Pizza Village 2015. Foto per gentile concessione di Fiorella Passante.

Il NapoliPizzaVillage è sicuramente un’ occasione di incontro, un modo diverso di vivere questo lungomare così contestato e che somiglia sempre più ad uno spazio polifunzionale a cielo aperto che alle tanto decantate Ramblas di Barcellona. Anche in occasione di questa manifestazione, infatti, il tratto che va dal monumento ai caduti in mare (conosciuta ai più come la Colonna Spezzata) fino al Borgo Marinari (Castel dell’ Ovo) resta un corpo a sé, quasi scollegato dalla serena festosità del PizzaVillage.

Ida Di Martino e Simone Zagarìa, in attesa dell’ inizio dello spettacolo, hanno proposto una selezione di grande qualità per la scelta dei brani, tra cui spiccano una “Lilì Kangy” cantata in israeliano da Noah, la ormai classica “Sanacore” degli Almamegretta e una versione di “Voce ‘e notte” con Danilo Rea al piano e Gino Paoli voce. Presenza fissa, nel ruolo del “bravo presentatore”, Lino D’ Angiò che va a braccio interagendo col pubblico nel sottolineare l’ importanza di firmare la petizione affinchè l’ Unesco (presente con uno stand dedicato alla manifestazione partenopea presso la Rotonda Diaz) includa la pizza nella lista dei beni immateriali dell’ umanità; le 300.000 firme raggiunte aspettano gli utenti del NapoliPizzaVillage (napoletani, italiani e stranieri) per crescere ancora di numero.

E’ alle 22.15 che Maurizio Casagrande fa il suo ingresso sul palco, accompagnato dai  musicisti che hanno rodato questo spettacolo anche nei teatri e questo si evince dai tempi comici che l’ attore detta e che la band segue con grande naturalezza; è uno spettacolo incentrato sulla musica, in cui Casagrande racconta al pubblico la sua vita attraverso monologhi -continuamente e simpaticamente interrotti dai vari componenti della band- deliziosamente collegati alle canzoni più note di quel periodo: il boom economico degli anni Sessanta e gli anni Ottanta ci restituiscono, attraverso i ricordi di un bambino che imparava a camminare e a correre insieme a “Speedy Gonzales”, una tranche de vie che appartiene a molti di quelli presenti sotto il palco, che cantano le canzoni mentre ricordano la loro infanzia, la loro adolescenza. Maurizio Casagrande, da consumato attore, ha certamente il merito di aver creato questo viaggio in musica senza pretese didascaliche ma, anzi, con grande brio e leggerezza e regalando al pubblico emozioni sorrisi risate e una vena di malinconia, per ciò che eravamo e non siamo più.

Ma è solo una “vena”, e per fortuna la musica continua a girarci intorno.