Heart Felt: un documentario per proteggersi dal colesterolo cattivo

Heart Felt

La giornalista Anna Pernice, ci racconta del nuovo lungometraggio Heart Felt

Oggi alle ore 18 a Milano nel nuovo #MeetSanofi sarà presentato, in diretta anche su twitter e periscope, il lungometraggio cinematografico Heart Felt, un documentario dedicato ai pazienti con ipercolesterolemia ad alto rischio cardiovascolare.

Il documentario è stato realizzato da Cynthia Wade, pluripremiata regista americana, già premio Oscar come miglior documentario nel 2008 e nomination nel 2013, vincitrice di 33 premi cinematografici in ogni parte del mondo. Con il suo staff, ha girato il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, per realizzare la pellicola che raccoglie le storie di Geoff, Cornelia, Eddie e altre persone che convivono tutti i giorni con una malattia grave, ma ancora poco conosciuta e diagnosticata e, spesso, non trattata in modo appropriato.

Heart Felt

Geoff vive a Londra ed è un “sopravvissuto”. Sua figlia lo definisce “il ritratto della salute”. Pratica attività fisica, mangia sano, non fuma. Lo era anche prima del suo infarto. Faceva attività fisica ogni giorno. Eppure il suo colesterolo LDL era alto, troppo alto. “Il colesterolo è completamente invisibile: puoi stare benissimo fino a un minuto prima e poi sentirti male all’improvviso. Non puoi sapere cosa succede dentro il tuo corpo finché non fai le analisi.”  Oggi Geoff sa che attività fisica e alimentazione sana non bastano, se hai l’ipercolesterolemia familiare. Ma segue una terapia e sta bene: 9 mesi dopo l’infarto ha corso 10 gare e una mezza maratona.

Cornelia è di Amburgo e ha un ristorante. È una cuoca decisamente speciale. Nel suo locale tiene corsi di cucina per chi deve seguire una dieta sana, povera di colesterolo. “La mia missione è aiutare le persone a prendersi cura della propria alimentazione”. Ma sa bene che l’alimentazione non sempre ha tutte le colpe. Il suo amico Peter era magro, faceva attività e mangiava sano, eppure aveva il colesterolo LDL altissimo ed è stato operato al cuore. Ora segue una terapia per abbassare il colesterolo, una dieta sana e vive una vita normale.

Eddie è un comico americano di 50 anni. Alla stessa età, sua madre ha avuto un infarto. Anche lui, come sua madre, ha il colesterolo alto. Non è solo una questione di alimentazione e stile di vita, è un problema di famiglia. Eddie segue una dieta e un trattamento per tenere sotto controllo il suo colesterolo LDL, ma soprattutto ci scherza sopra, nella vita e nei suoi spettacoli: “Scherzare su qualcosa, a volte è l’unico modo per affrontarla.”

Il colesterolo LDL, cosiddetto “cattivo”, può essere un nemico invisibile e pericolosissimo, prima causa di morte per eventi cardiovascolari. Oggi se ne parla molto, ma spesso in modo non corretto o con superficialità. Non sempre alti livelli di colesterolo cattivo sono legati all’alimentazione, a volte è una condizione genetica sottodiagnosticata e non trattata in modo appropriato: in tal caso si parla di ipercolesterolemia familiare. In Italia si stima che 1 paziente su 250 ne sia affetto.

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