Linguine con punte di asparagi selvatici e noci pepe rosa in grani pecorino romano a scaglie

Daniele Unione e i sapori di Napoli

Daniele Unione è lo Chef del Circolo Rari Nantes a Napoli Il 15 febbraio 1905 sei “cape pazze”, come si autodefinirono, fondarono un nuovo circolo nautico a Napoli che ebbe come sede un “elegante chalet” sulla scogliera di Santa Lucia, il Circolo Rari Nantes.

E’ in uno dei luoghi più suggestivi di Napoli, di fronte dondolano le silhouettes dei fantastici velieri, in lontananza si godono tramonti da brivido, il mare, se allunghi la mano lo tocchi, è a due passi scontornato da barche con bandiere che battono tutti i paesi della terra Nel variegato mondo della ristorazione, in questo momento molto presente, ho fatto al Circolo Rari Nantes la conoscenza con lo chef Daniele Unione, professione chef giramondo, e, incontrandolo a Napoli, mi viene in mente la canzone di Gianna Nannini… “ragazzo dell’Europa, non pianti mai bandiera”…

Bello come un attore di Hollywood, solare, una carica di simpatia che contagia, un percorso professionale a cavallo tra lo chef tradizionale e il viaggiatore gourmet internazionale, animato da una passione innata e spinto dalla curiosità, caratteristica della sua giovane età, che lo ha portato in giro per il mondo, è’ un viaggio, quello di Daniele, un lungo viaggio, spinto dal suo essere un cittadino del mondo dalle origini napoletane doc.

Ma per Daniele è difficile fermarsi e difficile decidere, il suo è sempre stato un work in progress, voler apprendere, imparare, provare, sperimentare, perché il motore di ricerca per chi ama veramente la cucina è quello di cercare di amalgamare il vecchio con il nuovo, le memorie e i ricordi, con nuove sperimentazioni, e poi il suo tema dominante, il mare, le sue origine, la sua famiglia napoletana che vive sul mare, il ricordo delle sue esperienze in quanto voglia di fuga, di libertà, come un gabbiano in volo, su grandi barche e il suo continuo ritorno, verso l’Italia e il mediterraneo, il leit motiv della sua professionalità, la sua terra di origine, una scelta inevitabile, perché, anche quando è lontano, Daniele ricerca il mare, ritrovandolo, nei suo piatti, gli sembra quasi di toccarlo, ne sente il respiro, il profumo salso, una sorta di integrazione fra tradizione e modernità.

Una cucina, quella di Daniele Unione, che è come una boccata d’aria fresca, ispirazioni della memoria, con l’appagamento degli occhi, con tanti piatti belli da vedere e buoni da gustare, solide radici di una cucina fatta solo di passione, esperienze create da un perfetto equilibrio visivo, olfatto, tatto, gusto, per un tripudio di colori, ricordi mediterranei, gusti, la composizione equilibrata degli insieme degli aromi che pur nella perfetta armonia gustativa riescono sempre ad esaltare i sapori originali, guizzi inventivi, studiati, una cucina, la sua, intrigante e nelle novità che propone, pone le basi per una nuova tradizione che, con un eccezionale lampo di genio, si trasforma. Per questo, incontrandolo, ho voluto fargli qualche domanda. Chef = artista… artisti si nasce o si diventa? Da bambino mi divertivo a leggere le biografie, di personaggi, ricordo una frase di Jacque Brel, che diceva “Il talento non esiste.

Il talento è quello di voler fare qualcosa.” Non ritengo essere un artista, perché quello che trasmetto con la mia professione anche se svolta con passione, svanisce nel tempo, mentre un’opera d’arte rimane ed è unica, uno chef è bravo quando riesce a trasmettere le sue emozioni attraverso quello che crea, facendolo riprodurre alla sua squadra con successo; Ci potrebbe essere qualcosa di artistico nella combinazione e il contrasto del gusto ma è molto astratto e soggettivo, culturalmente parlando Quando ti sei reso conto che questa era la tua passione? Nel tempo, il mestiere mi ha fatto crescere e mi rendo conto che questa è una crescita continua, sia professionale che culturale. Viaggiando, quello che era il mio “bagaglio” diventava sempre più interessante a tale punto di non poterne fare a meno, e, in questo caso il mestiere spesso non è più solo un mestiere ma anche una passione, è una ricerca continua dell’ emozione da dare e ricevere e da trasmettere attraverso una nuova idea. Chi ha influito sulle tue scelte di vita?

Sono sempre stato appassionato del buon cibo, mi è sempre piaciuto mangiare bene, in famiglia si cucina sempre cibi genuini con la base di cucina campana. L’amore per l’Italia e la passione per scoprire il mondo, sono stati poi fattori determinanti della mia vita. Il mare…da qui tu vivi il tuo mare Napoli è la città dove sono nato, dove ho incontrato e assemblato quello che oggi è la mia vita, amo molto il mare Mediterraneo, ho la fortuna di lavorare al Circolo Rari Nantes, sul mare che ha sempre condizionato le mie scelte, qui il mare lo vivo, giorni e notti come fossi in mezzo al mare, albe e tramonti, isole lontane, il refolo del vento e le onde gigantesche, vele spiegate nel vento, emozioni uniche di tanta bellezza, emozioni solo mie… ragazzo dell’Europa, non pianti mai bandiera…